Recensione: JOLAURLO – Meccanica e Natura (Irma Records, 2011). saltinaria.it

Published on November 3rd, 2011

Rinnovati nello spirito e nel sound, gli Jolaurlo escono con “Meccanica e Natura”, un lavoro che unisce ragione e sentimento, battiti elettronici e rock. Perché una meccanica sentimentale è possibile.

Il progetto dei Jolaurlo “Se noi lo facciamo, tu low fi?” (ideato e realizzato dai dalla band stessa con lo scopo di portare il pubblico alla partecipazione attiva della produzione dell’album, passando dalla semplice figura di consumatore a quella di “produttore” e vincitore al M.E.I. del “Premio per l’innovazione”) approda alla pubblicazione del nuovo disco “Meccanica e Natura”, titolo scelto dalla fan community sul loro sito.
A quattro anni di distanza da “InMediataMente” la band di Bari/Bologna cambia le carte in tavola, orientandosi verso un sound che fa dell’uso dell’elettronica il loro credo principale. “Meccanica e Natura” come recita il titolo si fonda sulla dualità: è l’album dei contrasti e delle variabili dicotomiche (variabili nominali con due sole modalità).
L’essere che rappresenta il connubio e la convivenza di queste due estremità è proprio l’androide, titolo della terza traccia dell’album. L’androide è un essere artificiale, un robot, con sembianze umane, che integra benissimo l’antitesi tra meccanica e natura: una meccanica sentimentale. “Io che non so/Tu che non sai” è l’eterno dubbio che Marzia Stano snocciola in questo brano che si eleva come migliore di tutto il disco.
L’album è stato anticipato dal singolo “Polistirolo” (accompagnato da un bellissimo videoclip): un sound elettronico che gioca sull’assonanza tra polistirolo/polifonia e che gioca sul suono delle note musicali: “Come fa-re quando non mi va”. “Sempre” ha pulsazioni e battiti inconfondibili: la dicotomia stavolta è “Sentirmi bene/Sentirmi male”.
Frenetica e aggressiva è “Il buio”, quasi industrial. In “Chiaro/Scuro” la dicotomia è palesata addirittura nel titolo. Sound anni ’80 per una perla di rara bellezza.
“Banale” sembra quasi sbucata dai lavori precedenti, ai quali però è stata aggiunta la nota elettronica che caratterizza questo lavoro. Uno dei probabili singoli. Si torna alla matrice aggressiva con “Valentina”, che a tratti fa addirittura danzare.
“Cinema” gioca su un sound particolarissimo, che sembra quasi “Faith” di George Michael. Brano sognante, dove la dicotomia è “Ma poi tornavi a piangere e a scappare via da me/da te/da me”. L’esplosione arriva con “Il caos”: con voce distorta e ritmo trascinantissimo. La dicotomia? Liquido/Solido.
Chiude “Annarella”, cover dei CCCP in una versione live mozzafiato.
“Meccanica e Natura” unisce due parti contrastanti. L’istinto e la ragione, in un approccio psicoterapeutico (il divano della cover me lo conferma) olistico: la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore/differente della somma delle prestazioni delle parti prese singolarmente. Ed in effetti sul divano c’è un “essere” scomposto nelle sue parti. E’ interessante come ci sia comunque una possibilità dell’applicazione dell’approccio olistico (che per definizione viene applicato agli organismi biologici) anche alle macchine.
Meccanica e Natura che insomma pare siano destinate a non incontrarsi mai. Forse.
Gli Jolaurlo rappresentano così la loro concezione di Meccanica sentimentale, mettendo in musica la dualità dell’uomo, della vita, del cosmo.
Ed entrano di diritto nella mia Top 10 del 2011.

TRACKLIST
1. Polistirolo
2. Sempre
3. Androide
4. Il buio
5. Chiaro/Scuro
6. Banale
7. Valentina
8. Cinema
9. Il caos
10. Senza paura
11. Annarella

JOLAURLO sono:
Marzia Stano
Gianni Masci
Poppy
Maurice Noah
French

Articolo di: Ilario Pisanu
http://www.saltinaria.it/recensioni/cdpromodemo/12330-jolaurlo-meccanica-e-natura.html

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