Rockerilla intervista Jolaurlo

Published on August 31st, 2011

Dopo una splendida recensione sul numero di giugno, Rockerilla dedica a Jolaurlo un’intera pagina per scoprire al meglio tutte le novità che riguardano la band e che caratterizzeranno la prossima uscita “MECCANICA E NATURA”.

La sezione ritmica e la sensibilità verso la melodia continuano ad essere i tratti distintivi della vostra musica, è forse questo l’elemento di continuità rispetto ai precedenti album?
Credo che tu abbia colpito nel segno, gli Jolaurlo hanno sempre avuto come “missione estetica” quella di fondere l’istintività della pulsione ritmica, che scuote le gambe, i muscoli del corpo e la pancia, assieme alla sensibilità della melodia, che evoca già da sola sentimenti come passione, rabbia e dolcezza.


Elettronica e indie-rock sono gli elementi centrali dell’album, per un lavoro in bilico fra la sua anima indipendente e le sue potenzialità di diffusione ad ampio raggio. In che modo vivete questo percorso da rivelazione alternativa a proposta di alto profilo nazionale?

Abbiamo imparato a viverlo per il verso giusto… nel corso della nostra storia ormai decennale ci sentivamo dire molto spesso, soprattutto dagli addetti ai lavori, che non eravamo né carne né pesce, né alternativi né popolari e che quindi era difficile collocarci nel mercato. Inizialmente lo vivevamo come un problema, ma è durata poco, perché come negli altri due dischi ci siamo lasciati andare e ne è venuto fuori un album che è lo specchio della nostra eterogeneità.


Al fianco di un disco particolarmente riuscito grazie ad un ottimo lavoro in studio, la cornice live resta certamente il vostro lato più coinvolgente ed esuberante, capace di convincere addetti ai lavori e pubblico…

Ci sentiamo dire sin dal primo disco “ragazzi l’album è bello… ma nel live spaccate di brutto“, infatti ti confesso che per questa ragione con “In Mediatamente” (il secondo disco) abbiamo cercato di catturare l’energia e la spontaneità del live, registrando tutto in presa diretta, senza soffermarci troppo su piccoli errori. Oggi per noi questo non è più un problema, anzi una particolarità che ci ha permesso di concentrarci su altri aspetti della produzione in studio.

Anche il disco ha visto un coinvolgimento del pubblico: come ha funzionato e da dove nasce l’idea di partenza?
Le idee più innovative nascono sempre da una crisi… Gli Jolaurlo hanno vissuto un momento molto difficile, in cui si contemplava perfino lo scioglimento della band. La nostra precedente etichetta discografica e l’agenzia di booking non potevano sostenerci come avremmo desiderato, mentre abbiamo sempre trovato pieno sostegno da parte del pubblico. Da questa riflessione è nato il desiderio di mettere in piedi il progetto “Se noi lo facciamo, tu low fi?”, un progetto di produzione e promozione partecipata in cui il pubblico è stato a tutti gli effetti produttore esecutivo del disco e promotore dell’operazione stessa. A coronamento di questa operazione abbiamo anche lasciato che fosse il pubblico a scegliere il nome del nostro terzo disco. Il progetto ha vinto il premio per l’innovazione musicale al Mei 2010 e sarà oggetto di una tesi di laurea in Design Management che verrà pubblicata e diffusa sul nostro sito web, in modo che tutti i vari passaggi del progetto, possano essere replicati e condivisi da altre band.

Cosa pensate del mercato discografico dei nostri tempi, voi che lo cavalcate in maniera creativa e che provate ad utilizzare i mezzi di comunicazione per far conoscere la vostra musica? Quali sono le occasioni per le band emergenti così come per quelle più affermate?
Le occasioni per le band emergenti sono talmente tante che si rischia di restare “emergente” per sempre se inizi a sperimentarle tutte. Ovviamente c’è del sarcasmo nelle mie parole… Fare esclusivamente il musicista, oggi, è un lusso che appartiene solo a pochi, e ovviamente noi non siamo tra questi. Se non dovessimo fare almeno altri tre lavori a testa per continuare a fare musica, allora potrei dirmi pienamente entusiasta del rinnovato sistema discografico. In Italia sta funzionando molto bene la rete underground che gravita attorno ad un certo cantautorato rock, grazie anche alla sinergia di etichette che hanno trovato la giusta modalità di lavoro. Ad ogni modo ci divertiamo un sacco nel fare ciò che facciamo, anche perché crediamo nel potere del tempo e del pubblico.

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