Dal telecomando al mouse: il potere del pubblico sui media e web 2.0

Published on December 7th, 2009

In principio fù il giornale, poi la radio, poi la tv ed in ultimo il web: tutti strumenti attualmente in uso per informare ed intrattenere.

Tra questi, però, ce n’è uno che sta rivoluzionando tutto. Quale? il web ovviamente. Le notizie si leggono on line, le radio cominciano a trasmettere in streaming e mentre la Tv pubblica si “autoproclama TRASH”, proliferano in internet tv private in cui ognuno sceglie i propri contenuti.

Se prima il telespettatore aveva il telecomando, oggi il navigatore ha il mouse e può condividere con il restante mondo ciò che gli piace o anche ciò che NON gli piace.

L’evoluzione del web dalla versione 1.0 alla versione 2.0 sta nelle modalità di gestione dei contenuti in senso condiviso, da parte del navigatore; ma ha davvero valenza quando questa modalità rispecchia le regole di accessibilità che sono anche proprie del web 1.0.

Non si può quindi parlare di rivoluzione ma semplicemente di una evoluzione sistemica o di un normale percorso evolutivo che è spinto dal desiderio delle persone di fare rete, di relazionarsi il più possibile e di poter condividere idee, opinioni, sogni e altro ancora . Il percorso evolutivo del web si è solo adattato o meglio ancora ha dato gli strumenti tecnologici ad una esigenza umana naturale che c’è, esiste, si evolve anch’essa su un percorso che ha risvolti che possiamo immaginare ma che non conosciamo ancora.

Come la musica si colloca in questa prospettiva: Se qualcuno dovesse credere che i nuovi programmi tv, tanto cari alla maggior parte degli Italiani ( X factor, amici di Maria,Saranno famosi..) costituiscano un’esempio di democratizzazione, di apertura e ampliamento delle possibilità di accedere ad un mondo, nel passato ritenuto irraggiungibile, SI SBAGLIA. Il grande sperpero di mezzi e denari delle grandi Major ha prodotto un collasso. I mega manager corrono ai ripari, la guerra è stata aperta ufficialmente dal download che come un’arma chimicaa si è espansa a macchia d’olio ed ha generato l’ atrofizzazione prima, e poi la morte del supporto fisico, il cd. Così parlò Zaratustra: Dio è’ morto , così parlano quelli come noi : Il CD è morto, ma non la musica. Essa invade il cuore, la mente di ognuno di noi ogni giorno. Ci parla attraverso i-pod, microparlanti dei nostri telefoni cellulari, megaimpianti dei dance floor in cui ci accalchiamo sudati e sudanti per sentire vibrare dentro la nostra anima, le frequenze basse della vita che pulsa.

Chi è che rende possibile l’esistenza della musica, l’artista,il produttore, o il pubblico? Se prima il musicista era un dio che componeva le sue creazioni ad immagine e somiglianza di se stesso, e il suo mecenate e profeta ( il manager-prete ), rendeva possibile la divulgazione e la moltiplicazione delle sue creazioni, attraverso il mercato, ad un pubblico desideroso di possedere il suo simulacro, l’oggetto che racchiude in se la sua essenza: il disco; ora che questo è morto, chi è che rende possibile la circolazione di una canzone ? Il web e il pubblico. Senza stare a scomodare la religione in cui il numero TRE è metafora e sinonimo di molte cose, a noi basta fantasticare sul fatto che il padre sia l’artista, il figlio il pubblico, e lo spirito santo la musica. Ed ecco che il mecenate-prete si dissolve inesorabilmente, e la musica può continuare ad esistere perchè il pubblico ha preso il suo posto e sostiene, crede e porta avanti le idee dell’artista, che da dio diventa semplice uomo, padre di messaggi, e di quella fonte eterna e immateriale chiamata musica.

Lascia un commento

Se lo desideri puoi lasciare un commento o una risposta